Eluana Englaro

On 9 febbraio 2009, in il boss, by Dadevoti

Ho visto palloncini bianchi, fiaccole accese, genitori contrattare le inquadrature dei più popolari telegiornali, ho sentito cori da stadio,  urla , grida, preghiere, clacson, bandiere agitate, fotografi, ma nulla mi ha turbato quanto l’applauso dei cattolici ad una famiglia che esibiva il figlio disabile con un cartello “uccidete anche me”.

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21 Responses to Eluana Englaro

  1. Pietro ha detto:

    Silenzio di un minuto

    Ascoltiamo mentre scorre un minuto di silenzio…

    Accoratamente, silenziosamente
    secondo i nostri pensieri accarezzandoci con la vista
    o chiudendo gli occhi
    per qualcuno, per qualcosa;
    per un passato o per un futuro per questo presente che ci fugge via
    qui ed ora osserviamo in silenzio il passaggio di un minuto…

    … i l s i l e n z i o … p e r E l u a n a …

    …lunghissimo, interminabile, un minuto di silenzio
    sono nati cento bambini in questa manciata di secondi
    e cento speranze sono morte
    in questo soffio di tempo;
    come fiorellini di campo un milione di cellule
    sono sbocciate dentro di noi
    e un milione sono morte negli abissi del nostro corpo;
    non possiamo mai essere come prima, noi stessi siamo già altri,
    siamo il ricordo di quelli che si guardarono negli occhi
    che si regalarono un minuto in silenzio
    che in questa vita, su questo pianeta,
    si scambiarono un minuto di vita!

    Pietro Saglimbeni

  2. CHIESA + CRISTIANA ANTICA + CATTOLICA E + APOSTOLICA
    CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO

    * * *

    EDITORIALE

    dalla RIVISTA di Teologia
    ECCLESIA DEI
    Milano, 9 gennaio 2009

    anticipazione alla stampa:

    ELUANA ENGLARO : CHI DIFENDE LA VITA PER IMPORRE UN DIO SENZA UMANITA’ NE’ PIETAS

    Ci siamo astenuti dal parlare sul caso di Eluana Englaro (e del suo papà Peppino) per mesi e mesi…
    lo abbiamo fatto per scelta meditata, dato che tutti parlavano spesso a vanvera… e abbiamo taciuto perchè le parole ci si paralizzavano in mente ogni volta che tentavamo di scriverle, anche per quel senso del tremendo che ci pervadeva…
    li abbiamo visti, (uso il plurale perchè mi sembra di vedere anche la ragazza Eluana accanto al padre che cerca risposte ad una medicina che ha rischiato e rischia di divenire sempre più disumana…) salire una china, come fosse un calvario infinito, inerpicarsi nei meandri dei tribunali, delle corti di appello e delle supreme corti di cassazione, con addosso anche fisicamente ministri e sottosegretari, che esternavano, commentavano, intimavano e redarguivano, ed in ultimo anche il presidente del consiglio sceso in campo more solito con la sua consueta finezza dell’elefante in una cristalleria.
    Poi abbiamo visto e udito anche cardinali e vescovi (questi non mancano mai in questo Paese….)
    che predicavano rispetto e non ne portavano affatto, dentro omelie fumose sull’amore, una pletora di buoni sentimenti che però non cambiava la sostanza delle cose:
    una ragazza giace da oltre 17 anni in un letto inferma totalmente, senza pressochè alcun segno di vita (non la vita biologica tout court, cioè quella puramente vegetativa, che non è certamente la “vita” come noi la intendiamo nell’accezione più semplice e comune dove una persona sente, parla, ama, vede, gioisce, soffre, si relaziona al mondo circostante e alle altre persone, o se non vede e non sente, nè cammina o altro è comunque partecipe al sè e al resto del mondo…)
    Eluana è una morta tenuta in vita da un macchinario che le propina ogni giorno la sua dose quotidiana per poter sopravvivere, meglio sopramorire, all’indefinito, mentre il suo corpo va in disfacimento e la sua psiche e la sua anima sono morte dentro un involucro sordo…
    Tenuta non in vita ma in morte dilazionata, fatta perpetuare a se stessa nel tempo, obbligata, senza alcuna sua volontà esprimibile o contro ogni sua volontà a suo tempo espressa, a sussistere senza speranza nè di ritornare all’antica vita vita, vera e vitale, nè di sfuggire alla ineludibile morte che sarà comunque la fine della vicenda.
    Sospesa tra una agonia continua e l’ultimo respiro, con un tubo o una sonda nel tratto digerente che alimenta il corpo privo della volontà e della forza per vivere…
    Tutto questo inutile calvario, molti dei nostri politici, o metre a penser del rien, la chiamano vita da difendere…
    e sono anche cristiani e cattolici, e certificano in tal modo la loro assenza di speranza e di fede nella vita “del mondo che verrà” , come recita il loro stesso Credo, dato che danno per certo che il corpo di Eluana tragicamente finirà sotto terra e non avrà posto in cielo quel che rimane di lei, l’essenza più alta, secondo la fede stessa della Chiesa, tramandataci dagli apostoli di Cristo.
    Una domanda non sorge forse alle anticamere delle menti degli intelligentoni e sostenitori dell’obbligo a sussistere comunque, senza se e senza ma: cosa ne sarebbe stato di questa ragazza se soltanto fosse nata in tempi in cui certi macchinari complessi per l’alimentazione coatta non fossero esistiti.
    Sarebbe morta, in modo naturale, dopo poco tempo, risparmiando anche un calvario disumano a sè e ai suoi cari che non l’hanno mai abbandonata…
    Ed è ben significativo il nuovo oscurantismo tutto cattolico e tutto vaticano, paladino sempre del diritto a nascere e vivere e difensore della vita, che mentre proibisce le tecniche di supporto scientifiche e le metodiche sofisticate per permettere alle donne una procreazione assistita (dicono artificiale) in caso di grave e irreversibile sterilità, e quindi si oppone alla nascita di una nuova vita, vuole invece che altrettanto sofisticate macchine e ausili di supporto continuino a funzionare per tenere in vita una vita-morta.
    Oppure dove ci si ostina con testardaggine degna di migliore causa a voler proibire per legge la ricerca scientifica sulle cellule staminali anche embrionali, che porterebbero notevoli progressi in tanti campi medici della cura di malattie invalidanti e paralizzanti che conducono a degli stati di invalidità totali simili a quelli di Eluana o di Giorgio Welbi.
    Non è per lo meno contraddittorio questo?
    In realtà ascoltando la lezione storica dello psicoanalista Eric Fromm su questi temi non è del tutto così inconcepibile ciò che succede, infatti chi ha un’idea della vita come condanna da espiare per un peccato originale neppure compiuto dal soggetto, ma ereditato nefastamente dal progenitore antico, deve subire tutte le conseguenze di quel peccato giunto nel corpo stesso della natura e della natura umana.
    Pertanto, secondo tale teologia sottesa e non dichiarata ma pervicace, l’uomo soffre dentro il quadro di una punizione divina arcaica, di fronte ad un Dio insensibile e impassibile al nostro dolore e alla nostra disperazione.
    Solo la sofferenza e la morte di Cristo hanno un po’ mitigato questa originale condanna divina, poichè attraverso la sofferenza, secondo San Paolo, noi tutti “completiamo nel nostro corpo ciò che manca alla passione di Cristo”.
    Pensare ancora oggi, dopo secoli di persecuzioni e violenze fatte anche dalle Chiese con tante vittime inermi ed innocenti seminate nel percorso della storia del cristianesimo, che alla passione di Cristo manchi qualcosa, e che si debba ancora soffrire perchè venga tacitata e sopita una specie di castigo e una sete di vendetta del Padre Eterno, è a dir poco sconvolgente e scandaloso, per chi vede invece in Gesù colui che curando e guarendo i malati dice ai sofferenti del suo tempo : “venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi darò ristoro… poichè il mio giogo è leggero e il mio peso è soave!”
    Che la Chiesa cattolica romana di oggi pensi invece di indicarci un Dio impassibile e un Cristo che sta fuori dalla storia sul trono a guardare come un pantocrator privo di cuore, crediamo che sia quasi blasfemo…
    Eluana, credente o non credente, ha diritto ad una morte umana?
    Eluana, per chi crede, può tornare finalmente da questa vita ingrata e ingiustamente crudele e dura con lei, finalmente nelle braccia del Padre celeste?
    Chi di noi può obbligarla ancora a stare in un letto come su di una croce, dopo che Cristo vi è rimasto soltanto per tre ore, dalla sesta ora alla nona?… quando ha gridato “tutto è compiuto?”
    Non si può dire di amare la vita, soltano quella in astratto, che non si incarna nei corpi e nelle persone che ci sono accanto, facendo finta di non vedere lo strazio infinito…
    La vita è incarnata in questo limite, la sua finitudine, e questo limite la limita anche nel dolore: non è un omicidio o una eutanasia, togliere un macchinario (quand’anche di alimentazione e idratazione) che fa’ perdurare il male e la sofferenza di vivere non vivendo, per il solo scopo di persistere comunque: una vita di oscurità buia dove non vi è un solo barlume di luce.
    Amare la vita non è costringere in un letto di immobilità una ragazza che ormai non ha altro di buono che poter lasciare questa infelice terra.
    Il Padre di Eluana non vuole che il Papa e la Chiesa di Roma gli impongano i loro valori, il loro modo di intendere la vita e la morte, il loro modo di vivere e di morire…
    Il Padre di Eluana non vuole essere costretto a fare ciò che la sua coscienza, maturata in 17 anni di dolore inascoltato, ha ormai deciso…
    La Chiesa che crede in Dio non sa perchè Dio lasci un corpo senza vita legato per anni in un letto senza speranza…
    Se non sa perchè Dio permette questo, se per questa categoria di tragedie e di drammi essa usa il termine (forse abusato) di mistero, non può almeno di fronte al mistero, come dicevano le Chiese orientali, astenersi dal
    suo perentorio ed apodittico giudizio?
    Non sarebbe anche questa una scelta ed una testimonianza di carità fraterna e di amore cristiano?…

    I Teologi del
    CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO

    + Giovanni Climaco Mapelli
    Arcivescovo Primate
    della Chiesa Cristiana Antica Cattolica e Apostolica
    ——————————–

  3. Sergio ha detto:

    Un abbraccio immenso a Eluana, uno splendido angelo che ora sarà finalmente libero di volare anziché restare inchiodato a un letto di dolore dall’egoismo e dalla cecità di chi, Vaticano in testa, si permette di giudicare il dolore altrui e di intromettersi nel dolore del padre, della madre e di tutti quanti volevano (e vogliono) bene a questa splendida ragazza! Ciao Eluana, un bacio grande, e grazie.

  4. marianna marchione ha detto:

    Anch’io sono una mamma,e voglio esprimere la mia solidarietà ad un papà che si è venuto a trovare davanti un muro dove nn gli è stato possibile decidere x la vita di sua figlia,è giusto allora il detto:che loro sono nostri finchè li portiamo in grembo dopo sono di tutti,quindi un padre nn può decidere della vita del proprio figlio,si è fatto un caso politico,troppo clamore,ma mettiamoci nelle sue condizioni di padre,come si può tollerare vedere la figlia x 17 lungli anni vegetare in un letto,anche se accudita amorevolmente dalle suore,e la madre che la mise al mondo di cui nn ha mai fatto publiche dicharazioni come si sentirà?ce lo siamo chiesti?nessuno ha pensato a lei ,con questo voglio ribadire adesso lasciamoli in pace nel suo dolore di genitori,che coraggio hanno avuto nell’affrontare questa vicenda x tutti questi anni,nn so io come me la sarei pensata,nn possiamo giudicare l’operato di Peppino se nn si è coinvolti in prima persona,con questo chiedo ad i genitori di ricordare Eluana prima dell’incidente allegra e di cercare di accantonare tutto quello che è venuto dopo.

  5. […] assurdo, e mi spiace, eppure ho sorriso prima ancora di rattristarmi.” Emozioni quelle di Pro-Fumo, che sta a Udine, ha fatto molte fotografie davanti a La Quiete e le pubblica, poi le commenta […]

  6. bea ha detto:

    che senso ha tutto ciò

  7. bea ha detto:

    abbiamo perso il rispetto per noi stessi.Che rispetto possiamo avere per gli altri,specialmente se indifesi……………….

  8. bea ha detto:

    leggi,regole, paroloni,letterati,a cosa servono queste cose se non ci sappiamo ascoltare!

  9. dadevoti ha detto:

    Posso dire che lì c’era un muro dove le persone erano incapaci d’ascoltare e di ragionare, solo cori e preghiere. Un paio di persone si sono avvicinate ai manifestanti per discutere ma è stato inutile, l’unica cosa a cui anelavano era uno scontro verbale dove i loro valori erano assoluti e santi. Io li guardavo e mi chiedevo da quale pianeta venissero.

  10. z01na ha detto:

    Di tutta questa storia alla fine notiamo come ancora una volta siamo riusciti a scendere ancora più in basso come collettivo sociale. Se avesse potuto Bruno Vespa ieri sera avrebbe fatto l’autopsia in studio del corpo della povera Eluana. Di contro Mediaset avrebbe messo un arma carica e una striscia di coca in mano a quella “donnetta di serie b” per aumentare ancora di un punto lo share di ascolti impregnando di sangue lo studio del grande fratello. Ne esce ancora una volta un’ Italia sull’orlo dell’ analfabetizzazione, non in grado di gestire problemi etici degni dei paesi evoluti e civilizzati, pronta a fare carne da macello di qualsiasi argomento dal più frivolo al più serio, orde di opinionisti affollano qualsiasi programma televisivo, a dimostrazione che siamo in molti a cercare lavoro e che per portare a casa due euro siamo disposti alla prostituzione fisica e mentale. I punti di share dei vari programmi dimostrano inoltre che forse il 60% degli italiani che erano a favore dell’interruzione dell’alimentazione della Englaro forse lo erano più per esasperazione che per una vera e propria volontà. Mi domando se forse quelli in coma vegetativo siamo noi e se cosi fosse spero che qualcuno ci stacchi la spina del televisore prima possibile.

  11. klochov ha detto:

    Da brivido!!! O_O
    (Scusa ma non mi vengono altri commenti all’indirizzo di quei personaggi!)

  12. frapre ha detto:

    uhmmm… chissà perchè ma nessuno manifesta mai per le centinaia di migliaia di bambini morti ogni anno per sete e per fame, non in stato vegetativo ma ben consci di aver fame e sete…sarà forse perchè non fanno politica?

    frapre

  13. Davide ha detto:

    Avrebbe turbato anche me. Molto.

  14. […] Ho visto palloncini bianchi, fiaccole accese, genitori contrattare le inquadrature dei più popolari telegiornali, ho sentito cori da stadio, urla , grida, preghiere, clacson, bandiere agitate, fotografi, ma nulla mi ha turbato quanto l’applauso dei cattolici ad una famiglia che esibiva il figlio disabile con un cartello “uccidete anche me”. (via pro-fumo.net) […]

  15. Io ha detto:

    (Ce la facevo mica a dire niente)(Avevo un nodo alla gola. Se non fosse stato per l’amore dei suoi, quel delirio l’avrebbe straziata)

  16. Alessandro ha detto:

    ANELITO AL TRAPASSO

    Grande il dono della vita
    finché vale al grande scopo
    dello Spirito incarnato
    di realizzarsi e realizzare
    il compito assegnato
    in dote ad ognun nato!

    Ma quando coglie sventura
    di gravi malattie o incidenti
    che menomano e spengono
    oltre limite le facoltà cognitive
    giace inerte l’involucro fisico
    eppur biologicamente reattivo
    a stimoli curativi innaturali
    variazioni meteo e dei bioritmi
    Mentre lo spirito imprigionato
    soffre e anela libero il volo
    per tornare alla Casa del Padre!

    Testo di Poeta Anonimo
    In dedica a Eluana Englaro

  17. gabriele iannelli ha detto:

    Che brutta storia questa di Eluana Englaro. In pochi sono riusciti a vedere davvero il dramma che sottende allo show. Ognuno si è giocato il proprio ruolo: la chiesa, gli opinionisti o sedicenti tali, i politici, i poteri dello stato. Questo è quello che mi ha colpito di più: lo scontro feroce per la dimostrazione della supremazia televisiva e non effettiva. Eh già, perché il ministro Sacconi che ha aperto le danze con il suo “indirizzo politico” ha voluto fare la voce grossa, ma non attraverso i canali istituzionali. Ha preferito minacciare piuttosto la clinica, l’anestesista, ha paventato l’invio di controlli amministrativi… E Berlusconi, che di morale, costume, società, diritti, non sa proprio da dove incominciare a grattarsi, è entrato in campo solo quando ha intravisto – genialmente – un suo personale tornaconto. Si è schierato a cose fatte, ha mosso un paio di pedine a partita finita. La mossa del decreto legge è stata un teatrino, era prevedibile che Napolitano non lo avrebbe firmato: evidentemente mancavano le condizioni giuridiche. La corsa del ciuccio, come si dice a Napoli, per l’approvazione del DDL al Senato è stato ancora più oltraggioso perché era evidente che durante il fine settimana Eluana non ce l’avrebbe fatta. Berlusconi non voleva salvare la Englaro, come ha raccontato. Voleva partecipare allo scontro. Voleva alzare i toni. Voleva dare un colore politico alla mancata firma del Presidente della Repubblica, che era per certi versi un atto dovuto, automatico: essenziale applicazione di un regolamento, nemmeno forzata interpretazione della Costituzione come tanto si è detto. Mancavano le condizioni necessarie e sufficienti per il ricorso al decreto legge. Berlusconi lo sapeva bene, anche perché il Quirinale aveva preavvisato. Si è perso il senso della misura con accuse infamanti e assurde rivolte alla famiglia Englaro, accuse che i media hanno rilanciato senza sosta. Il ministro Alfano ha dichiarato in TV che in Italia “si muore per le sentenze”. Ma di che cosa parlava? Per me l’attacco alla magistratura e ai suoi vertici riecheggia semplicemente l’attitudine ormai dichiarata di questi tempi. Il cerchio logico di questo fiume di insulti e delegittimazioni si è chiuso quando ho sentito la notizia che la Corte Suprema si era appena espressa sfavorevolmente in merito alla riforma del sistema giudiziario, al tema delle intercettazioni, ecc. Tempismo perfetto. Questa notizia apparentemente aliena dal problema di Eluana, è invece assai pertinente se solo se ne evidenziano gli attori istituzionali e il loro intorno politico.

    Un vuoto legislativo temporaneamente colmato da una sentenza della Cassazione, il clamoroso intervento del governo a mezzo intimidazioni, la sporca giocata del decreto legge (troppo smaccatamente forzato per non sembrare una trappola a Napolitano) e infine il ricorso – fine settimana permettendo – al vecchio uso di portare i disegni di legge in Parlamento. Discutendoli, magari. Peccato per chi ci è cascato e per chi è stato vittima suo malgrado dell’ennesimo scandalo televisivo. Peccato per aver creato le condizioni peggiori per cui adesso questo parlamento produrrà la solita legge restrittiva che obbligherà (come già per la fecondazione assistita e la ricerca) ad andare all’estero. Peccato per la chiesa, che come sottolinea Saviano non è solo quello che si è vista in TV in queste settimane, ma che comunque a favore degli immigrati – e contro l’atteggiamento feroce del governo verso questi ultimi – si è certamente schierata, ma non con altrettanto spiegamento di forze. Così sia. Di buono resta quella forza aggregatrice che ancora di tanto in tanto sembra tornare a farsi viva nel nostro paese. Tra quelli che hanno scritto, che hanno commentato, che si sono telefonati, inviati sms.

    Ciao Eluana.

  18. Daniele ha detto:

    Io mi meraviglio di quelle persone che dicevano di lasciare in vita Eluana.
    Ma perchè secondo voi è vita?
    Essere costretti per 17 anni in un letto di ospedale essendo alimentati e idratati da un sondino.
    Glie lo farei provare così se ne accorgerebbero di cosa vuol dire.
    E poi dai molti articoli che ho letto sui giornali e su internet ho appreso l’ipocrisia della gente.
    Secondo i giornalisti il padre era quasi contento di far morire la propria figlia.
    Ve ne rendete conto?
    Io sono sempre stato dalla parte del padre.
    Comunque mi dispiace per la sua morte.

  19. ale &paola ha detto:

    non giudicare ….
    ma ama……….
    lei ha sofferto molto ma non il suo stato di immobilità,
    non il suo stato di non parola ,
    perchè isilenzi esprimano più di mille parole………
    ha sofferto la sete ….
    perchè la fame dopo poco la tolleri non la senti più……
    ma la sete si……….
    non ci credete provate a stare 24 ore senza ingeririre liquidi …… allora in uno stato che si definisce laico….
    perchè non farle in inezione quando la facciamo alle bestie……….. niente condanne ma solo amore……….
    solo il coraggio di scegliere…

  20. dadevoti ha detto:

    ale&paola è proprio la libertà di scelta che volete negare.
    In ogni caso amate pure, ma lontano da me.

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