Architettura cieca

On 28 febbraio 2011, in architetture cieche, fotocomposizioni, by Dadevoti

Architettura cieca

Abbazia di Santa Giustina, Padova
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Architettura cieca

On 14 febbraio 2011, in architetture cieche, fotocomposizioni, by Dadevoti

Architetture cieche

RB frutta, Arcella, Padova
 

I siluri eloquenti

On 13 febbraio 2011, in il boss, by Dadevoti
Albergo Alle Crosere

Albergo Alle Crosere

In architettura ogni progetto inizia con un punto o una linea su un foglio bianco, da quel piccolo elemento si può creare un mondo intero.

Ogni progetto inizia con un’azione semplice a cui seguono altre più complesse e ricche, ma tutte sempre nella stessa direzione della prima.

Il primo segno é il più bello, tracciato con entusiasmo, é il primo passo verso la realizzazione della propria idea che spesso si confonde con il sogno. È un passo importante, sbagliarlo significherebbe non centrare il bersaglio finale, ma é anche il più facile perché la forze sono fresche e la fatica non si sente.

Il progetto cresce ora dopo ora, linea dopo linea, anno dopo anno e più il tempo passa, più prende forma e più le forze si affievoliscono. L’impeto iniziale si attenua perché costa fatica realizzare i propri progetti, occorre misurarsi con i limiti della realtà, i limiti delle nostre forze e i limiti della nostra intelligenza.

Ieri mi sono voltato indietro, ho guardato tutti i segni che ho tracciato con te, dai più semplici ai più complessi; da quelli che ho tracciato da solo a quelli fatti in due. Lentamente ho ripercorso gli ultimi anni per ritrovare l’origine, il primo segno del mio personale progetto di vita.

Non é stato facile perché in tutto questo tempo le strade sono cambiate, i paesaggi mutati e il mio navigatore si è rotto.

Ho ripercorso i luoghi alla ricerca della prima linea, quella che ha dato ordine a tutte le altre e ogni volta che pensavo di averla trovata ne scorgevo un’altra più antica.

Alla fine sono giunto in un luogo e lì mi sono fermato.

Hanno cambiato il piazzale antistante, ci sono meno alberi, ma il colore del cielo é sempre lo stesso, così come il nome.

Ho oltrepassato l’ingresso, la signora mi ha sorriso e ho chiesto una camera per passare la notte.

Ho dormito profondamente pensando che quando saremo vecchi sarà bello rivedere tutto quello che abbiamo costruito assieme e che la fatica spesa nel farlo ci farà sorridere per la bellezza di quello che saremo diventati.

 

Architettura cieca

On 7 febbraio 2011, in architetture cieche, fotocomposizioni, by Dadevoti

Architettura cieca

Panorama di Padova quartiere San Carlo
 

La Civiltà ideale

On 6 febbraio 2011, in fotocomposizioni, by Dadevoti

Città ideale

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