Elogio del dubbio – Punta della Dogana Venezia

On 30 aprile 2011, in il boss, by Dadevoti
Nessuna verità
e poi così sicura
ci sono troppi dubbi
non fartene un problema
L’opera più bella è senz’altro “Roxys” di Kienholz, iniziata nel 1943 e terminata dopo solo 18 anni.
Roxys è una stanza arredata secondo lo stile degli anni quaranta: un vecchio juke-box che suona canzoni dell’epoca, un calendario del 1943, riviste cinematografiche, una slot-machine, bottiglie di birra, pacchetti di sigarette vuoti, un ritratto del generale MacArthur, la divisa di un soldato ecc.
“Roxys” Edward Kienholz
“Roxys” Edward Kienholz
“Roxys” Edward Kienholz
La stanza è popolata da orride figure femminili, seviziate dagli abusi sessuali ed emanano una atmosfera di morte che ti avvolge.
“Roxys” è un’esperienza globale, teatrale, scenografica, uditiva, olfattiva, storica e letteraria capace di regalarti una sensazione di morte che ti porterai appresso per tutto il resto del percorso.

 

Non stupisce che l’artista dopo quell’opera sia scappato dagli Stati Uniti per rifugiarsi in Europa fino alla fine dei suoi giorni.

 

Dopo l’opera di Kienholz i buffi palloncini di Jeff Koons, la rivisitazione di Duchamp fatta da Gupta, le candeline che non si sciolgono mai di Zehn e la zuppa riscaldata di Sturtevant diventano solo dei simpatici giochi di bambini capricciosi che puntano ad essere i primi della classe.

One Response to Elogio del dubbio – Punta della Dogana Venezia

  1. donna ha detto:

    Edward Kienholz è stato uno dei più feroci critici degli aspetti più aberranti della società. Maestro del grottesco!

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