Il sisma in Abruzzo

On 11 aprile 2009, in il boss, by Dadevoti

La mia propensione alla creativa perdita di tempo non è genetica.
Nella mia famiglia ci sono anche alcuni seri lavoratori che svolgono attività più utili d’inquinare la blogpalla.

Mio fratello, Roberto Devoti,  è Responsabile Unità Funzionale ‘Analisi Dati per la Geodesia’ all’INGV e ha accettato di rispondere ad alcune domande sul terremoto che Dania ha raccolto su Frienfeed.

A voi le risposte.

  • È possibile sapere quanto dureranno le scosse?

No, non ci si può basare sugli eventi passati, lo sciame può durare anche alcuni mesi ad intensità via via decrescente.

  • Il fatto che il sisma si sposti cosa significa? l’Italia si sta spaccando in 2?

L’italia è divisa in due dagli Appennini! E’ una catena di montagne formatesi per il progressivo inarcamento sollevamento causato dalla subduzione della microplacca adriatica. Attualmente le faglie appenniniche sono in gran parte estensive, cioè la costa adriatica tende ad allontanarsi dalla costa tirrenica: quindi in un certo senso è vero che l’Italia si sta spaccando in 2, in senso longitudinale.

  • Davvero queste si possono “tranquillamente” considerare scosse di assestamento o esiste la possibilità che non sia ancorafinita? Al di là delle polemiche in corso, davvero si poteva prevedere un evento di tale portata? Si può sentire se la terra sta per esplodere o meno?

Nessuno al mondo ha mai previsto un terremoto (con un errore accettabile, diciamo di poche settimane), si sa dove avverranno e a che intensità massima possono scatenarsi, ma attualmente non si sa quando. Non è poco… se stiamo attenti a costruire bene le case non ci crollano addosso.

  • Una zona non sismica può trasformarsi in sismica? O, meglio, ogni quanto vanno aggiornate le mappe?

No, una mappa sismica si aggiorna perchè si scoprono nuove strutture geologiche (faglie) o si scoprono eventi sismici sepolti dai sedimenti (paleo-sismi o sismi storici), quindi perchè cresce la nostra conoscenza del territorio, non perchè improvvisamente cambia regime tettonico la crosta terrestre!

  • Le scosse leggere in provincia di Forlì davvero non si possono correlare ad una diffusa attività sismica nel centro Italia, lungo la fascia appenninica?

Di scosse leggere (da 2 a 3 di magnitudo) se ne registrano a centinaia (o migliaia) ogni anno in Appennino. Non sono direttamente correlate una all’altra, piuttosto sono fratture che si innescano in seguito alla tensione a cui le rocce sono sottoposte. Questa ‘tensione’ è maggiore al Sud (irpinia) e decresce salendo verso Nord.

  • Se c’è una città su una faglia e assistiamo a 3 mesi di scosse, è il caso che la protezione civile si allerti? o si possono dormire sonni tranquilli?

La protezione civile era allertata eccome. Non ha preso la decisione di evacuare la città perchè non era possibile stabilire un nesso tra lo sciame ed un evento disastroso imminente.

  • Cosa ne pensi delle teorie di Giuliani? La teoria del radon è davvero affidabile?

Non sono un esperto di radon, ma se i dati di Giuliani sono disponibili al confronto scientifico, sono personalmente interessato a capirne di più…

  • Oltre alle mappe del rischio sismico esiste una mappatura degli edifici – se sono a norma oppure no?

Questo è il punto, che io sappia manca una mappatura sistematica sul territorio italiano. Sarebbe utile assegnare un coefficiente di ‘massima magnitudo sopportabile’ ad ogni nostra casa. Questo renderebbe consapevoli le persone che ci vivono dentro.

  • Cosa bisogna fare nel momento in cui si sente un terremoto?

Non uscire subito da casa (pericolo di cadute tegole comignoli e quant’altro), rifugiarsi presso muri portanti o stipiti di porte o sotto il tavolo. Se ci si trova all’aperto e lontano dalle case, non ci sono pericoli incombenti. Come vedete il pericolo maggiore proviene sempre dalle nostre costruzioni, troppo fragili.

Per quelli che hanno bisogno delle figure, qui una mappa aggiornata dal sisma.

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6 Maggio 1976

On 6 maggio 2008, in il boss, by Dadevoti

terremoto in friuli

Ero piccolino e mi divertivo un sacco passare le notti all’aperto sotto una tenda costruita da mio padre.
Assieme a mio cugino passavamo il tempo a guardare la terra alla ricerca di crepe simili a quelle viste nei film, ad ogni segno che trovavamo correvamo dai genitori dicendo che lo avevamo visto il terremoto.

Da quella volta non vidi più terremoti, ma ne sentii molti altri.

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