Nessuna verità
e poi così sicura
ci sono troppi dubbi
non fartene un problema
L’opera più bella è senz’altro “Roxys” di Kienholz, iniziata nel 1943 e terminata dopo solo 18 anni.
Roxys è una stanza arredata secondo lo stile degli anni quaranta: un vecchio juke-box che suona canzoni dell’epoca, un calendario del 1943, riviste cinematografiche, una slot-machine, bottiglie di birra, pacchetti di sigarette vuoti, un ritratto del generale MacArthur, la divisa di un soldato ecc.
La stanza è popolata da orride figure femminili, seviziate dagli abusi sessuali ed emanano una atmosfera di morte che ti avvolge.
“Roxys” è un’esperienza globale, teatrale, scenografica, uditiva, olfattiva, storica e letteraria capace di regalarti una sensazione di morte che ti porterai appresso per tutto il resto del percorso.
Non stupisce che l’artista dopo quell’opera sia scappato dagli Stati Uniti per rifugiarsi in Europa fino alla fine dei suoi giorni.
Dopo l’opera di Kienholz i buffi palloncini di Jeff Koons, la rivisitazione di Duchamp fatta da Gupta, le candeline che non si sciolgono mai di Zehn e la zuppa riscaldata di Sturtevant diventano solo dei simpatici giochi di bambini capricciosi che puntano ad essere i primi della classe.
Mi sono infiltrato tra i VIPs con una tale sicurezza che non aveva nemmeno più senso per chi facessi le foto. Dal vivo sembravano proprio essere umani come noi, eppure li riguardo in foto e mi sembrano così speciali. Questa cosa gli addetti ai lavori la chiamano “magia del cinema”. E poi lo champagne era gratis.
Palazzo delle esposizioni – Giardini, Biennale di Venezia 2009
Padiglione Stati Uniti d’America – Giardini, Biennale di Venezia 2009
Centralina – Giardini, Biennale di Venezia 2009
Sono passati 12 anni da quando mi sono collegato a internet in maniera continuativa e ora il mio modo di pensare è cambiato.
Kevin Kelly afferma che il pensiero è diventato fluido, infatti ora sono costretto a rincorrere le mie certezze sulla rete, discernere i dati dal rumore di fondo e dai falsi, per ogni informazione trovata esiste il suo opposto.
Tutto è diventato relativo, e in questa mancanza di informazioni oggettive l’argomentazione ha più valore dell’argomento.
La persuasione è ciò che più mi fa paura.


























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